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Capitolo sedicesimo / Lettera enigmatica
amoR 31 ozraM 8002 oraC erotteL,
è a et ehc ocided otseuq ottircs, euqnuihc ut ais, omou, annod, otluda o onibmab.
eL elorap a etlov non orebberrov erid olleuq ehc onocid, onognev ettircs ìsoc, am è'c id ùip, el elorap onos ednoforp e onnav etiprac ni ozzem a aianitnec id erettel.
odnauQ iggel nu oim ottircs ies orucis id olleuq ehc ?iggel
uT non iggel etnematnetta, it imreffos a eradraug, am nos arucis ehc non iggel len odnoforp.
E' ottut ottos, è ottut otsocsan, el inoizome erev, el inoizasnes etavorp onos ni odnof alla ecifrepus led erouc.
anU arettel è nu amgine, olos ol erottircs às asoc is avorp etnemlaer odnatropir nu ottaf otudacca us atrac.
iL orbil è emoc nu abrevicurc, eenil ilacitrev de ilatnozziro eiranigammi, ehc is onazzilairetam id etnorf la erottel, i itset onos al evaihc amina'lled.
aL ecifrepus led erouc, li abrevicurc, al evaihc, iaricsuir da erartne allen aim ?amina
Capitolo quindicesimo / Suicidio OmicidioRoma xx XXXXX xxxx
"Riporto quanto leggo da un vecchio diario, schizzi felicità, paura, amarezza, gioie."
Certe volte mi sento molto depressa, o quasi sempre mi sento molto depressa, non sò se è una fase dell'età e perciò passerà, sò solo che è dura, ammettere a ventidue anni di aver pensato al suicidio, io cerco di non pensarci ma il pensiero è più forte di me.
Ho provato in tutti i modi, ascolto musica, guardo la televisione, gioco, scherzo, ma prima o poi sò che tornerà.
Ho pensato tante volte di andare da un medico e di farmi guarire, ma ho paura di ammettere che forse sono diversa.
Le mie paure sono tante.
Ho paura di rimanere sola, paura di uscire sola, di camminare sola, sono debole ed ho bisogno sempre di un sostegno al mio fianco, sò che questo non è normale e può sembrare ridicolo, ma non sò come sbloccarmi.
Perchè ho paura?
Ho paura di essere giudicata, ho paura di fare qualche cazzata in pubblico, non riesco nemmeno a prendere un autobus da sola.
Paura di sbagliare, mi vergogno.
E' possibile avere un'insicurezza tale da farti evitare di fare tutte queste cose? E poi perchè sono insicura, da cosa è dovuta questa mia insicurezza.
Io stò bene solo con la mia famiglia, la mia famiglia non mi giudicherebbe mai, non riderebbero mai di me, ma quando non ci sarà più io cosa farò, rimarrò sola senza più aiuti e parole sincere.
Un periodo quando ho visto mia madre voltarmi le spalle ho creduto di morire, anche lì ho pensato di uccidermi.
Questa parola mi fà paura, però alcune volte credo sia l'unico modo per uscire da tutto questo dolore, poi penso alla mia famiglia, a mia madre e tutto svanisce.
Vorrei uccidere? Si!
F.B
V.P
V.
S.
V.
A.
Quando nomino queste persone e i loro ricordi mi riaffiorano alla mente, mi viene un nodo allo stomaco.
Vorrei ricominciare da capo, vorrei vedere mia madre senza un divorzio alle spalle, vorrei avere un solo padre a cui dare e ricevere amore, vorrei avere solo una casa, vorrei avere un fratello che mi insegnasse che mi ascoltasse, vorrei poter uscire con lui, sentirmi protetta e difesa, vorrei avere una sorellina a cui dedicarmi.
Quando scrivo queste cose mi sento felice, ma sò che non si può tornare indietro.
"Chiudo il vecchio diario poggiandolo sulla sedia di fianco a me, sul viso un accenno di sorriso"
Capitolo quattordicesimo / La casa di cioccolatoRoma 29 Marzo 2008
ore 17:07 Sono piccola, quella vecchia casa di periferia è ancora la mia casa.
Ricordo di quand'ero bambina, il Natale aveva un altro gusto. Quell'anno lì, l'anno in cui ero piccola, avevo ricevuto il "Dolce forno", ricordo quell'istante come se fosse oggi, era lì, sul tavolo della piccola cucina, la mia felicità, i sorrisi dei miei genitori e tanta gioia.
"Mmh" che buone le pizzette di cioccolata fatte con il "dolce forno" ! Il profumo prendeva tutta casa, la mia casa diveniva di cioccolato, i pomeriggi con il "Dolce forno" non lì scorderò mai.
La stanza con la carta al muro, i mobili color noce laccato, un divano alle spalle, e la televisione che dava il cartone "La spada nella roccia", ero seduta sul mio banchetto da lavoro, con le parole i miei pomeriggi potrebbero sembrare poveri, ma quelli erano i miei, ed è così emozionante ricordarli.
"I miei occhi nascondono una velata lacrima di pianto."
Capitolo tredicesimo / Vecchi fogliRoma 28 Marzo 2008
ore 19:19
Tra le mani vecchi fogli, logori e sbiaditi, una stretta al cuore ritrovandoli per caso in una vecchia scatola,
subito presi e stretti a me, davo inizio alla lettura;
Laboratorio "M. Malpighi" impegnativa numero 12005050201965, accettazione del 27 luglio 2005,
Spettabile Simona S. indirizzo V.o. O n°65 Roma. Prestazioni beta hcg quantità 1, prelievo venoso quantità 1, importo 19,53. Note: Le risposte si ritirano a partire dal 28 luglio 2005, tutti i giorni dalle 18:00 alle 19:00 esclusi sabato, domenica e festivi. Risultato unità valori di riferimento Donne, esame del 27 luglio 2005, esami particolari, ultime mestruazioni
8 giugno 2005. Beta hcg <<219493>> mUI/ml
4-5 sett. 1500-23000 5-6 sett. 3400-135000 6-7 sett. 10500-161000 7-8 sett. 18000-209000 8-9 sett. 37500-219000 9-10 sett. 42800-218000 10-11 sett. 33700-218700 11-12 sett. 21800-193200 12-13 sett. 20300-166100 13-14 sett. 15400-190000 2°trimeste 2800-176100 3°trimestre 2800-144400 Servizio sanitario nazionale regione Lazio
Si richiede ecografia transvaginale. ASL B roma consultorio familiare
In data odierna la S.V., Sign.ra Simona S. è stata posta in lista di attesa per effettuare l'interruzione volontaria di gravidanza presso l'Ospedale S.Giovanni.
La S.V. è inviata a recarsi presso il consultorio, pianificazione familiare 3° piano nel giorno 4 agosto alle ore 10:00 a digiuno per effettuare le analisi.
Dovrà portare con sè: Boccetta di urina Bhcg Certificato della richiesta di interruzione di gravidanza rilasciato dalla ginecologa Codice fiscale Documento valido più fotocopia dello stesso Per l'intervento dovrà presentarsi presso l'accettazione Maternità alle ore 7:00 del giorno 18 agosto. Azienda ospedaliera
S. Giovanni . Addolorata Roma 18 agosto Simona S. Methergyn gocce Zitromax Alfa Bergamon lavanda esterna "Sul fondo del foglio c'e' una nota che leggo con aria rimessa"
Gentile signora,
ricordati che hai effettuato un intervento, che adesso il tuo corpo ha bisogno di alcune attenzioni e quindi ti forniamo alcune indicazioni pratiche su come comportarti;
Capitolo dodicesimo / Il sognoRoma 28 Marzo 2008
"Un sogno che mi ha accompagnato per anni"
La "grande galerie" era tutta attorno, alle mie spalle i treni "ciuf ciuf", allora li sentivo "parlare" così.
Il treno arrivava in corsa alla stazione, tanto che dava la sensazione di non volersi fermare, si fermò e "sbruffò" ancora una volta "ciuuf". Vestita di jeans e con un palloncino rosso in mano, me ne stavo ferma di fianco ad una vetrata. Mio padre mi parlava, ma io continuavo a guardare fuori, disse <<ora torno>>, in un attimo girai lo sguardo verso lui, svanito. Disperata comincia a guardarmi intorno, <<ahh>> "tirai un sospiro di sollievo", lo vidi, era dietro un angolo. Il grande orologio tichettava "tic-tic-tic", contava i secondi, i minuti e le ore. Sopra me l'oscurità, i treni avevo smesso di "sbruffare", tutto si era fermato, tutto era silenzio. Sola con il mio palloncino alla mano avevo preso a gridare, nessuno mi ascoltava, nessuno mi vedeva. Un rumore fece eco nella stazione "paf". Rimasi sola.
Capitolo undicesimo / Quì si speraRoma 27 Marzo 2008
ore 16:04 Quì si spera.
Quì, dentro di me si spera. C'e' speranza dentro il mio cuore, dentro la mia anima. Fuori un corpo giovane e segnato da un passaggio di vita amara. Ma dentro c'e' ancora speranza. Una speranza che morirà e diverrà vita.
Capitolo decimo / MadreRoma 27 Marzo 2008
ore 15:18
Mia madre donna forte, caduta e rialzata.
Donna saggia, intelligente, dall'aspetto giovanile, bruna con carnagione olivastra. Alle spalle un divorzio con un uomo di nome Giuliano, se la memoria non mi inganna, facendo due conti a onor del vero dovrebbe essere mio "padre". Si è sposata giovane con mio padre, "che purtroppo pensava di conoscere", assieme diedero alla luce una figlia di nome Simona, disse mia madre: <<Sei l'unica cosa bella che mi ha donato tuo padre>> me lo ripete sempre quando parliamo di lui, "Raramente". Mamma mi sono mancate le tue carezze, mi è mancata la tua mano sopra il mio viso, madre tu ci sei, madre tu mi manchi.
A un figlio si cerca sempre di non far mancare i beni materiali, cibo, acqua, una casa, un letto, dei colorati giocattoli. Quando si mette al mondo un figlio si scordano molto spesso, carezze, baci, parole, affetto...Figli lo si è anche a venticinque anni.
Capitolo nono / Poesia a mio padre
Roma 28 Novembre 2007 "Riporto quanto leggo da un vecchio foglietto di carta stropicciato" Papa'... sono nata, sono qui', sono la tua piccola stella, mi hai chiamato cosi' quando sono venuta al mondo.
Papa' voglio sapere tante cose, perche' il cielo e' azzurro, cos'e' la luna? il mare dove va a finire?
E' papa' ??? ...
papa'?! ...
Ora che sono cresciuta vorrei poter sapere papa' che cos'e' una stella per te?
Capitolo ottavo / Il caneRoma xx XXXXX xxxx
"Riporto quanto leggo da un vecchio diario, schizzi felicità, paura, amarezza, gioie."
Gli animali in special modo i cani ti danno un amore incondizionato senza che tu gli e lo chieda.
Sono sempre pronti a farti le feste anche quando non ti conoscono, ti donano tutto ciò che hanno senza chiedere nulla in cambio;
Ora ho un nodo allo stomaco ma perchè?
Ricomincia una giornata.
"Di fianco alla pagina c'e' appuntato un piccolo pensiero scritto a matita"
Roma ottobre 2005
Stavo per diventare mamma.
Capitolo settimo / Incontro appaganteRoma 17 Novembre 2005
"Riporto quanto leggo da un vecchio diario, schizzi felicità, paura, amarezza, gioie."
Oggi sono stata dallo psicologo, è stata la mia prima seduta e devo dire che è stato piacevole.
Ho riempito dei fogli e ho parlato molto.
Poi mi ha dato una terapia "i fiori di Bach", secondo me funzionano.
Quando ho assunto le quattro gocce dopo poco mi sono sentita rilassata, avevo anche un pò di sonno e facevo dei grandi sbadigli, ho notato anche che sentivo indebolite gambe e braccia, e anche ora che scrivo lo noto.
"La scrittura sul diario risulta imprecisa e leggera"
Forse è la mia testa che si è lasciata influenzare, che questa terapia funzioni, ma non saprei che dire.
Ho preso le prime quattro gocce alle 18:15 circa ed ora che è 00:16 l'effetto sembra svanito.
Lo psicologo a me piace e mi ha messa subito a mio agio...
Mi sono però sentita in imbarazzo quando mi ha chiesto cosa mi piace fare nel momento dell'amore.
Ora stò controllando in internet i fiori di Bach.
"Volto pagina e leggo di seguito.."
Secondo me funzionano presso a poco come la marijuana, penso per lo meno.
"Nel diario c'e' una riga tracciata con la penna che fà da divisorio ad un pensiero"
Roma 18 Novembre 2005 Ho notato che da ieri sera ho un nodo allo stomaco, e anche oggi, come mai? "Una riga traccia e calca un pensiero, non si capisce bene cosa c'e' scritto"
Capitolo sesto / Per il mio piccolo 2000Roma 6 Aprile 2004
"Riporto quanto leggo da un vecchio diario, schizzi felicità, paura, amarezza, gioie."
Ciao amore queste sono le prime due parole che scrivo per te, per dirti, per farti capire, per farti sapere.
E' tanto che ormai penso a te, oggi è 6 aprile 2004 e ho deciso di raccontarti tutto:
Cominciò tutto il 10 luglio del 2000, quasi 4 anni fà, io mi innamorai di un ragazzo con un cappello sempre addosso, con un sorriso sempre sulle labbra, dopo quattro giorni ci siamo messi insieme... Si chiama Marco, quindi il 14 luglio del 2000 ci siamo messi insieme, e da allora è stato sempre così.
Poi dopo poco è nata l'idea da parte "mia" di averti.
"Girando la pagina il diario riporta una scritta calcata più volte con del pennarello celeste c'e' scritto"
"Ti ho ucciso"
Capitolo quinto / Ricordi dal passatoRoma 7 Maggio 2007
"Riporto quanto leggo da un vecchio diario, schizzi felicità, paura, amarezza, gioie."
Ooo ho scoperto di essere incinta, sono 3 giorni che faccio i test di gravidanza e sono risultati tutti positivi, ne ho fatti quattro...
Domani mattina dovrò andare a fare le analisi del Beta hcg e vedremo se risulterà positivo ancora una volta.
Sono molto felice ma allo stesso tempo sono preoccupata, per quello che sarà, come dirlo poi a mia madre, alla mia famiglia, che reazione avranno? Questo mi spaventa molto.
Poi dire a quel testa di "cazzo" di mio padre che diventerà nonno. Mhà.
Però vi immaginate che bello vedere mia nonna diventare bisnonna che spettacolo, e mia madre che diventerà nonna! wOw.
Roma 8 Maggio 2007
Sono andata a ritirare le analisi del Beta hcg ed il risultato è molto basso <<668>> e quindi mi hanno consigliato di fare un ecografia.
Roma 9 Maggio 2007
Questa mattina ho fatto l'ecografia e la dottoressa ha detto che non vede ancora nulla, forse è ancora molto presto!
Mi ha consigliato una visita ginecologica, ancora devo prendere appuntamento.
Capitolo terzo / Una mattina d'estateRoma 24 marzo 2008
ore 18:10 Impaurita per la scoperta, combattuta arrabbiata e scossa "decido" di non portare avanti la mia gravidanza.
Entro in ospedale presto, una mattina d'estate come le altre, avevo freddo, io e mio figlio tremavamo dal freddo, dalla paura ed io pensavo al da farsi. Entrai forte senza una lacrima negli occhi. Guardavo le infermiere con un aria di "supplica", mia madre era lì con me, con le mani in tasca che si guardava attorno, guardava le altre ragazze presenti, che come me quella mattina presto d'estate avevano deciso di abortire. Dai miei occhi non usciva una sola lacrima, ma il mio corpo e la mia mente erano in "preda al panico", io ancora indecisa sul da farsi camminavo, aspettando la "chiamata", posai solo uno sguardo su una ragazza. Avrà avuto più o meno la mia stessa età, stretta alla madre piangeva e gridava, mi sono commossa guardandola, feci tre passi in avanti ed andai a piangere più in là, dove le mie lacrime non avrebbero toccato il cuore di nessuno, quando avrebbero dovuto fare effetto "fallirono". La ragazza dagli occhi tristi, si mise a sedere e la madre affianco, anche loro come noi aspettavano la "chiamata". Quella mattina in quella sala d'aspetto eravamo otto, otto figli mai venuti al mondo, otto figli concepiti e buttati via, otto figlie, di otto madri che erano lì a guardare, che erano lì ad aspettare. Eccola eccola disse il mio cuore che per un instante si fermò, ecco la chiamata, la chiamata è giunta, le infermiere fecero il cenno di entrare, vidi di fronte a me sette ragazze alzarsi, <<tutto pronto disse l'infermiera, tranquille ragazze tranquille.>> Io mi girai di scatto verso mia madre la guardai negli occhi, ed i miei occhi cominciarono a lacrimare, <<"mamma" "mamma">>, non volevo lasciarla, una figlia che non vuole abbandonare una madre, come io non volevo "abbandonare" mio figlio, "tirai sul col naso" mi asciugai le lacrime con il fazzolettino che mi diede mia madre ed andai in contro a quella bianca porta d'ospedale. Si intravedevano i letti anche loro tutti rigorosamente bianchi, entrai e vidi che le ragazze avevano preso già posto nei "loro" letti, era rimasto l'unico letto vuoto accanto alla porta, mi dissi io, <<buono per scappare alla svelta>> ma rimasi, ed incominciai a fare anche io quello che facevano le altre. Le altre sistemavano le loro cose negli armadietti vicini al "mio" letto, anche quelli bianchi, di freddo ferro, il mio il numero "1" , <<umh dissi, numero "1">>...presi quelle due cose da mettere a posto e le infilai dentro alla svelta e richiusi. Si aprì la porta e pensai <<questa è mia madre>> era l'infermiera che ci disse <<!spogliatevi>> spogliarci? sono già a nudo, non mi vedi, solo una "straccio" che cammina sono, sono nuda interiormente, nuda come un "verme", quando il mio cervello smise di "pensare", incomincia a spogliarmi, in un lampo mi ero tramutata in uno di qugli esserini che provengono da marte, l'infermiera ci aveva dato una tunichetta verde da indossare, corredata da una cuffietta per capelli e copri scarpe, sembravamo delle aliene, rinchiuse in una stanza e sottoposte a controlli vari. Ci portarono a due a due su con l'ascensore, mi dissi io << "su" perderò per sempre il mio bambino, quanto mi conviene salire "su"?>> Mi misi a parlare con una ragazza che era lì con me in quella orrenda camera, parlammo molto e lei mi raccontò la sua storia triste e lunga, gli dissi io <<cosa facciamo, siamo ancora in tempo, andiamocene>>.. non rispose, ripensai alla sua storia, era stato lo zio, <<non posso mi disse non posso>>. Facemmo la fatidica salita in anscensore noi due per mano, io e lei mai viste e mai conosciute, unite e strette. "Din" l'ascensore suonò eravamo arrivate al piano, ci fecero aspettare sedute su una panchetta che era lì a pochi passi dalla sala operatoria, e vedemmo una ragazza che entrò prima di noi, i nostri sguardi si incrociarono, i suoi erano vuoti i miei ancora mezzi pieni, ma rimasi ancora una volta seduta. Ecco dissi alla mia compagna <<tocca a me o tocca a te?>> mi rispose << è indifferente>>. Andò lei. Io rimasi sola su quella panchetta a due passi dalla sala operatoria che ora ospitava il corpo della mia "amica". Era il mio cuore ancora una volta a parlarmi, vattene mi diceva, scappa sei ancora in tempo sai?! basterebbe spingere un pò sulle tue gambe, fare qualche passo e sarebbe fatta, in quel momento mentre conversavo con il mio cuore si aprì la porta, uscì la mia nuova "amica", ma non la guardai...il dottore poi fece un cenno e capì che ora "toccava a me". Entrai nella sala, la sala aveva un colore prevalentemente sull' argento satinato, faceva freddo, passo passo mi addentrai nel finale, lì di fronte la morte, l'ultimo battito di una "vita" mai nata, faccio un respiro e mi siedo, mi fanno "allargare le gambe", inniettano l'anestesia e cado nel sonno più profondo della mia vita.
Capitolo secondo / Sono sempre quìGiovedì 13 Marzo 2008
ore 1:19 Sono sempre quì non sono andata via, penso che resterò ancora un bel pò, non ti libererai di me certo così facilmente.
Ho voglia di parlarti ma ho finito il fiato, sono sfinita, la mia voce appare roca e fiacca, e provo a scriverti queste due righe.
Vorrei dirti...
Che mi manchi e che vorrei stringerti quì tra le mie braccia, mi sento sola, mi sento triste a tratti, sconvolta ancora per l'accaduto, hai provato due volte a chiamarmi ed io ti ho rifiutato, ora che ti vorrei tu non ci sei, tu non mi ascolti, tu non vieni.
Ma fai bene sai, hai tutte le ragioni del mondo per adottare questo comportamento nei mie riguardi, ti senti deluso, ti senti abbandonato, ti sei sentito non voluto e scaricato. Quando eri con me lavoravo ed avevo paura di perdere il lavoro, non mi avrebbero mai tenuto sarei stata d'intralcio senz'altro per loro, com'e' triste la vita un momento ci sei e il momento dopo "puf" sparito come se non fossi mai esistito, non sei nulla.. No!..sei il nulla! Che egoista ho pensato solo a me stessa, e facendolo mi sono resa conto che mi sono fatta male, questo è il prezzo da pagare per chi prende la vita in modo incosciente. Ma la cosa più buffa è che ora io ti vorrei quì con me, ti vorrei ora, ora che non ci sei più, ora che non si può, ora che non si può tornare indietro, ora che sei finito chissà dove, chissà dove sei, chissà dove vanno a finire i bambini che "nessuno li vuole". Io ti penso sai, ti penso spesso forse quasi in ogni istante della mia vita, la mia vita passa ma io stò immobile e ripercorro quei pochi e dolci momenti che ho passato assieme a te, eri piccolo si, non ti muovevi, ma una madre sà ascoltare. Ora avresti avuto 2 mesi circa. Avresti pianto "riso", mi avresti potuto regalare tante gioie tante piccole ma quotidiane emozioni, che io mi sono voluta negare, ma ancora oggi non riesco a capire... perchè l'ho fatto? Perchè commettiamo un atto così orrendo verso la nostra stessa vita, perchè decidiamo di togliere la vita alla nostra stessa vita? perchè solo oggi mi accorgo di quanto saresti stato importante per me? perchè non riesco a dimenticarti? Ora ti rivorrei con me, ma è pazzesco, è assurdo! Per colmare il tuo vuoto, riesco a mala pena a dare uno sguardo ai bambini degli altri, ma a volte non ce la faccio, è troppo duro per me guardare i figli degli altri, madri felici, nonni accanto e padri presenti. Sai io lavoravo con i bambini quando tu eri con me, dopo che ti ho "abbandonato" tra i bambini "che nessuno li vuole, ho lasciato il lavoro, mi faceva male vedere i bimbi, bimbi che non erano i miei, mi accorgo purtroppo troppo tardi che invece quello era un buon lavoro per "colmare" il vuoto che hai lasciato...che HO voluto lasciare! Mi mancano tanto i sorrisi senza denti, l'odore di fissan e il cambio pannolini che prima odiavo ma che ora lo rimpiango. Lavoravo all'asilo nido quattro ore al giorno, le quattro ore più belle di tutta la mia vita, bambini che correvano a destra, chi a sinistra, chi ti chiedeva "coccole", il momento delle ninne, le copertine, la ninna nanna...<<notte e notte oramai, tardi e tardi lo sai, dorme il cane e dorme il gatto....>> che bei ricordi che ho. Potevo avere tutto questo per me, ma ho perso tutto e sono rimasta sola, sola senza te, con il vuoto più incolmabile ed il più incompresibile. Ti amo sempre la tua ma.
Capitolo primo / Lettera all'angelo mai natoRoma 2 Gennaio 2008
ore 2:35 21 giorni e saresti nato o almeno credo giorno piu' giorno in meno ma saresti nato se io non ti avessi tolto la vita...Chissa' come saresti stato che occhi avresti avuto e le tue manine cosi' piccole cosi' candide cosi' morbide. Qui, qui su questo mondo sono tutti felici mentre io penso a te e sono cosi triste, chissa cosa ne avranno fatto di te una volta tirato fuori da dov'eri, pensare che mio figlio sia stato buttato nel secchiello della spazzatura mi fa sentire un mostro un assassina. Le tue manine i tuoi piedini potevano essere cosi' candidi, ma proprio io li ho macchiati, li ho macchiati del mio stesso sangue, io che potevo darti la vita ti ho ucciso, trascinandoti in un vortice risucchiatore...sai, cosi aspirano i bambini meno fortunati "i bambini che nessuno li vuole", ma io non so come dirtelo io ti volevo, ma allora ti chiederai, <<come mai mammina mi hai buttato tra <<i bambini che nessuno li vuole"? >> Non lo so perche' l'ho fatto...ho avuto paura di rimanere da sola senza mia madre...ma tu, tu almeno ci saresti stato, ma tuo padre!? Sai che tuo padre non ti voleva? Io come avrei fatto, mi ero promessa che mio figlio doveva avere un padre splendido un padre unico un padre come non l'ho avuto io... ma lui... il padre che non ti voleva..come poteva essere tuo padre?! Ed ora mi ritrovo qui sola in questa casa ben addobbata a scriverti da un pc, immaginandoti che corri per casa, chissa come sarebbe stato bello sentire la tua vocina <<Mamma>>...Si amore dimmi, dimmi tutto, ma cosa cosa mi devi dire, non ci sei non ti vedo, non ti sento, non mi parli, e' solo frutto della mia stramaledetta immaginazione... Senza di te mi sento sola mi sento vuota... spenta. Sai certi giorni sembra di rimuovere tutto quello che ho passato all'ospedale, un po' come tornare indietro nel tempo a quando ancora eri dentro di me, in special modo mi capita quando sono sola in casa, mi tocca la pancia e penso che tu sei la dentro, sto attenta a non tirare su cose pesanti per paura di perderti, ma quando torno nella realta' io gia ti ho perso. Sai che mia mamma "non ti voleva" che poi sarebbe diventata la tua nonna, non ti voleva neanche lei, appena l'ha saputo mia ha detto <<sono problemi tuoi, se lo tieni hai chiuso con me...>> e poi " tu.. tu.. tu.." il telefono senza nessuno con cui parlare, dall'altra parte il nulla. Ma a te queste cose chissa se importano!? in fondo non sei stato tu a chiedere di essere concepito, in fondo tu te ne stavi buono buono lassu ad aspettare che una famiglia ti "scegliesse"...Io ti porgo le mie scuse. Sai che in questo momento vorrei stringerti a me, e vorrei dirti un miliardo di cose, ti avrei insegnato che nella vita devi andare avanti nelle tue scelte e devi portare a termine quello che credi sia piu' giusto per te e che ascoltare i consigli e' giusto, ma che poi e' tutto nelle tue mani. Io l'ho capito troppo tardi, ma a te avrei insegnato questo, se fossi stato con me... l'avrei capito guardandoti negli occhi. Non so se tuo padre a volte ti pensa, non so cosa gli passi per la testa. E lui cosa ti avrebbe insegnato?! non lo so amore non lo so, cosa vuoi che ti dica io, io posso parlare per me, soffriamo in modi diversi e' vero..ma io non l'ho mai visto piangere per te. Sai che a volte aspetto sera per piangere? aspetto che vada a dormire e poi piango, a volte quando non trattengo piu' il pianto vado al bagno e mi sciacquo il viso in modo che le lacrime si confondano con l'acqua, il mio viso si asciuga dall'acqua ma le lacrime scendono di continuo sul mio viso, spento...spento come la mia vita si e' spenta quando ti ho perso, spento come tu sei ora... un urlo muto che risuona in me!
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